Il Miracolo:

Il Miracolo:

/

il salto verso le infinite possibilità

Il Miracolo è ciò che apre la possibilità, la dimensione miracolosa.

Riesco a comunicare con i Se’ Superiori, la parte più saggia di ciascuno di noi. Apprendendo il suo linguaggio ho creato un sistema che consente di aprire un canale comunicativo con questa nostra parte.

Questo spazio intimo con me stessa è sempre stato presente fin da quando ero bambina. A quei tempi non avevo la consapevolezza che ciò che stavo facendo era parlare con il mio Se’ Superiore o la mia Anima. Percepivo  una voce interna che mi guidava e mi consigliava, anche se alcune volte non l’ascoltavo.

Ciò che faccio adesso è mettere a disposizione questa mia capacità a tutti coloro che desiderano sviluppare una nuova coscienza nella propria vita assumendo come guida il proprio Se’ Superiore. Fare questo significa svelare parti finora ignorate e avere una visione più ampia dell’andamento della propria esistenza.

Mi rendo conto che per molte persone non risulta facile riconoscere ed entrare in contatto con questa parte di se’ e soprattutto lasciare che la nostra anima si stabilisca alla guida della nostra vita. Significa lasciare che avvengano cose anche se non le comprendiamo o condividiamo a livello razionale. Generalmente abbiamo un forte controllo sulla nostra vita e alcune volte desideriamo averlo anche sulla vita di chi ci sta vicino, pensando di fare la cosa migliore per noi e per gli altri. Ma non siamo tutti uguali e non è detto che quello che a me fa bene, faccia bene anche a te. Ci basiamo sulle nostre esperienze che sono limitate agli anni che abbiamo trascorso in questa vita. Ora immaginiamoci come esseri immortali,  proviamo a pensare che la nostra anima è la nostra parte immortale cioè colei che racchiude e mantiene tutte le memorie delle nostre vite passate: chi siamo e cosa siamo stati, come ci siamo espressi e dove ci stiamo dirigendo. Questo bagaglio di informazioni è enorme rispetto alla limitatezza del più comune punto di vista . Pensiamo di essere solo materia nella dimensione tridimensionale, lì dove siamo adesso. La visione che spazia nelle incarnazioni e nelle dimensioni è troppo: non riusciremmo a contenere tutto questo per ciò nasciamo in questa dimensione e ci dimentichiamo di chi siamo veramente e di che cosa siamo venuti a fare in questa esistenza. Quale è il nostro compito e quali sono le nostre vere capacità e risorse che abbiamo a disposizione. Siamo impoveriti e circoscritti, identificati in un corpo e in una mente che limitano tutto ciò che siamo. In realtà il vero limite è la povertà della nostra coscienza. Il lavoro, l’amore e tutto ciò che troviamo nella dimensione materiale è la compensazione di questo grande vuoto che noi sentiamo dentro. Il vuoto dell’anima. Ci sentiamo persi e ci ritroviamo in una macchina, una relazione, una casa, un lavoro ecc. ma la mancanza di noi stessi ci porta a non essere permanenti, il nostro centro si sposta e noi passiamo da un esperienza all’altra senza più sentire veramente la vita, separati dalla nostra stessa Anima, la parte più vera e profonda che anima appunto, cioè dà vita al cammino della nostra esistenza.

In tutta la storia che noi conosciamo i miracoli sono stati attribuiti a personaggi come Gesù, ai Santi, ma per lo più si parla di Dio, che possiamo intendere come Se’ Superiore. Gesù infatti parla di parola di Dio, di Padre; parla del suo Se’ Superiore. Che cosa produce un miracolo? Stupore, meraviglia. È un evento che non sappiamo spiegare, ed è come se il nostro sapere finisse lì. Allora entra in gioco la fede cioè la fiducia: credo e sento che questa cosa è avvenuta attraverso qualcosa dove non arriva il mio controllo, per la quale non trovo spiegazione. La fede è una forza per aprirci a sentire qualcosa di nuovo. Quando eravamo un popolo primitivo c’erano cose che avvenivano e sembravano miracolose; man mano che cresce il livello di consapevolezza, aumenta la possibilità di svelare cose e la fede nel nostro Se’ Superiore. Anche se non so bene che cosa desidero e non so bene cosa è meglio per me, inizio ad avere fiducia. Che non significa che acconsento a fare cose ciecamente,  ma davanti a quello che è per me una incognita, mi affido, mi sforzo, so che il mio Se’ Superiore mi può aiutare. Posso chiamarlo dio, che è come lo chiamavano un tempo. Il miracolo è dunque l’apertura alle possibilità, l’ingresso in una nuova dimensione, quella appunto miracolosa. Quando avviene un miracolo è perchè io sento, non perché ‘credo’.  Sento la possibilità, sento che è successa quella cosa che è diverso da ‘credere’ cioè convincermi che ho sentito che è avvenuto qualcosa di importante. La differenza sta nel movimento del sentire. Questo evento superiore che è fuori da tutto quello che conosco nella mia vita quotidiana, mi dà la possibilità di fare il salto verso le infinite possibilità. Quando inizio a credere che il miracolo sia possibile, inizio a credere che possa avvenire qualcosa al di là delle mie conoscenze e delle mie capacità, mi metto in mano ad una nuova  parte della vita. Quando accetto che il miracolo possa avvenire, non mi chiudo alle possibilità, ma al contrario inizio ad entrare nella ricchezza, nell’intuizione, nell’affidarsi. Lascio aperto questo canale e non impedisco che il miracolo arrivi. Quindi quando si parla di miracolo si parla di Dio e quando si parla di Dio si parla dell’opera del Se’ Superiore. Un conto è vivere una vita decidendo le cose con il proprio Io, affidarsi al Se’ Superiore è qualcosa di molto diverso ed è da lì che inizia il miracolo della propria vita:  lo straordinario risvolto, la guarigione di tutti noi. Il miracolo non è vedere per credere, ma credere per vedere: prima credo e poi inizio a vedere la soluzione. Il miracolo è un segno della presenza del Se’ Superiore ed è legato alla fede che noi abbiamo in questa nostra parte saggia e in tutto ciò che può compiere nella vita. Chi è stato miracolato è una persona che ha grande fede e crede nel suo Se’ Superiore, cioè in quella parte più elevata di se’ affinche si manifesti il miracolo della trasformazione della vita.

Il Se’ Superiore ha il dono dell’immortalità, è la mia anima che vede completamente il cammino, anche la parte che io non riesco a vedere. Quella parte di me che apre ad una dimensione differente, immortale, che vede e sa esattamente da dove vengo, chi sono e dove mi dirigo nella totalità in un continuum di vita.

Quando il miracolo avviene, ció che consideriamo miracoloso è in noi e per noi è un segno. Allora ringraziamo e siamo grati: confermiamo la missione che abbiamo e lo stretto legame con dio. Il miracolo è un segno della sua presenza, un suo operare ed è legato alla sua presenza.

Mentre la chiesa propone l’esistenza di un solo Dio per tutti, in realtà ognuno ha il proprio e non è da cercare fuori di noi, la parte divina è in noi, siamo noi.

Se desideri intraprendere il cammino di ritorno a te stesso, a ciò che sei veramente , entra a far parte della nostra formazione.

Benedici il tuo cammino

Pubblica un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*