Nel 2008 parto per le Maldive, in un piccolo gruppo, e mi ritrovo immersa in un paesaggio che sembra sospeso tra acqua e cielo. Un’isola semplice, circondata da un oceano limpido, dove il tempo rallenta e tutto diventa essenziale.
Al tramonto, una lingua di sabbia si allunga nell’acqua, sottile e luminosa. Con la bassa marea emerge, si lascia attraversare; poi lentamente il mare risale, la ricopre di pochi centimetri, e camminarci sopra dà la sensazione di muoversi sull’acqua.
È un’esperienza semplice e potente allo stesso tempo, fatta di silenzio, luce e meraviglia. Un ricordo che resta nel corpo, come un momento perfetto in cui tutto è esattamente com’è.